I PROGETTI DI RICERCA DELL’ISTITUTO DI BIOECONOMIA
La Sede di Sassari dell’Istituto per la BioEconomia (CNR IBE) si occupa dell’implementazione di strumenti e strategie avanzate per la gestione sostenibile delle produzioni agricole, delle filiere agroalimentari, dell’ambiente e delle risorse forestali. Le attività di ricerca, realizzate in collaborazione con numerose istituzioni di ricerca e università nazionali e internazionali, generano un significativo impatto anche in termini di trasferimento tecnologico, grazie alla condivisione degli strumenti sviluppati con le istituzioni regionali e nazionali operanti nei settori dell’agricoltura, dell’ambiente e della protezione civile.
Le attività di ricerca si concentrano sulle seguenti linee di attività.
Gestione integrata degli incendi boschivi.
La linea affronta tutti i fattori che influenzano il rischio di incendio, attraverso lo sviluppo di strumenti e metodologie che forniscono un contributo all’identificazione di strategie per gestire e ridurre il rischio e gli effetti negativi degli incendi su ecosistemi e beni antropici, tramite i seguenti approcci:
– pianificazione, prevenzione e governance: studio della combustibilità della vegetazione, mappatura dettagliata dei combustibili vegetali, mappatura delle interfacce urbano-rurali, applicazione di strumenti modellistici per la progettazione e ottimizzazione degli interventi di gestione della vegetazione, riduzione del rischio e stima dell’esposizione e del pericolo, promozione dello sviluppo di comunità e territori Firewise;
– previsione e monitoraggio: monitoraggio dell’umidità del combustibile vivo e morto, analisi off-line e in real-time del comportamento e della propagazione potenziale degli incendi, in particolare attraverso un simulatore di propagazione degli incendi sviluppato per applicazioni in tempo reale, integrato in una catena modellistica meteorologica, utile sia per il supporto operativo sia per la formazione degli operatori;
– post-incendio: valutazione dell’impatto degli incendi su emissioni generali, qualità dell’aria e erosione del suolo, con installazione di plot sperimentali per il monitoraggio delle aree danneggiate.
Progetti di ricerca attivi
Valutazione degli impatti ambientali sui sistemi agro-zootecnici e sulle filiere agro-alimentari.
La linea si basa sull’adozione del Life Cycle Thinking (LCT), un approccio concettuale che sta alla base del metodo Life Cycle Assessment (LCA), che richiama uno degli obiettivi cardine della sostenibilità: conciliare la crescita economica con la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali. Il metodo LCA, codificato dalle norme ISO 14040/44, consente di misurare gli impatti ambientali di un prodotto, servizio, organizzazione o strategia, mettendo in evidenza le interazioni tra un sistema tecnologico e l’ambiente. Sin dal 2010, la sede del CNR IBE di Sassari è impegnata in numerosi progetti nazionali e internazionali inerenti l’applicazione dell’approccio LCA in contesti rurali, con particolare attenzione per i sistemi agro-zootecnici e le filiere agro-alimentari. Le esperienze più significative riguardano le indagini sulle implicazioni ambientali del settore ovino che, muovendo dallo sviluppo di conoscenze scientifiche si sono tradotte nella Strategia regionale per l’abbattimento delle emissioni climalteranti del comparto lattiero-caseario ovino della Sardegna e nelle linee guida metodologiche per la certificazione ambientale dei formaggi ovini a pasta dura (Pecorino Romano DOP). Sono più recenti gli studi LCA sui prodotti a base di insetti edibili (novel foods), e le applicazioni Social-LCA (S-LCA), basate sull’applicazione del metodo LCA ai prodotti agro-pastorali e alla produzione di ammendanti da scarti di macellazione (economia circolare).
Progetti di ricerca attivi
Gestione sostenibile delle risorse idriche ed energetiche in agricoltura (AGRICOLTURA SMART 4.0).
La linea ha l’obiettivo di sviluppare e testare tecnologie innovative per migliorare la sostenibilità delle produzioni in aziende agricole e agrituristiche caratterizzate da limitate capacità di investimento in ricerca e sviluppo, ma interessate alla gestione sostenibile della configurazione della filiera che copre tutte le fasi dalla produzione al consumo. Attraverso l’adozione di sistemi di AGRICOLTURA SMART 4.0, si punta all’ottimizzazione dell’uso dell’acqua e alla riduzione dell’utilizzo di input energetici, mediante tecniche di digitalizzazione, geolocalizzazione, connessione in rete e IoT. Il CNR-IBE sviluppa protocolli di monitoraggio degli indicatori agro-meteorologici per la gestione delle risorse irrigue e della valutazione della qualità ambientale dei prodotti agricoli tramite lo sviluppo di modelli specifici di Life Cycle Assessment (LCA).
Progetti di ricerca attivi
Recupero e valorizzazione dei sottoprodotti agricoli.
La linea ha come obiettivo quello di valorizzare e recuperare all’uso i sottoprodotti delle aziende agricole e agropastorali, attraverso applicazioni di bioeconomia ed economia circolare, per la valorizzazione e lo studio di sistemi innovativi e sostenibili di gestione delle differenti filiere agricole. Relativamente alla valorizzazione e recupero della filiera della lana, è stata avviata la produzione di pellet a base di lana sucida, destinato all’impiego come fertilizzante in campo agronomico per migliorare la sostenibilità e la fertilità dei sistemi agricoli; le attività progettuali hanno lo scopo di valorizzare la lana promuovendo scenari sostenibili e sperimentando applicazioni innovative per rafforzare la governance della filiera, contribuendo alla transizione ecologica e dimostrando come la lana possa tornare a essere una risorsa preziosa per il territorio.
Progetti di ricerca attivi
Biodiversità e funzioni ecosistemiche.
La linea ha l’obiettivo di migliorare la comprensione delle relazioni tra biodiversità e funzioni ecosistemiche, al fine di mantenere gli ecosistemi più produttivi e più resilienti a disturbi ambientali come siccità, ondate di calore, diffusione di patogeni e pressioni antropiche. Le ricerche si concentrano sullo studio dei meccanismi che regolano queste relazioni, per approfondirne la comprensione teorica, e sulla loro applicazione in contesti concreti, in particolare nei sistemi forestali e agroforestali delle regioni semi-aride del Mediterraneo.
Le attività di ricerca riguardano principalmente: (1) lo sviluppo di piantagioni forestali più produttive, con maggiore capacità di sequestro del carbonio e migliore resistenza ai cambiamenti climatici; (ii) la progettazione di sistemi agroforestali ad alta produttività e sostenibilità economica; (iii) la pianificazione territoriale finalizzata alla conservazione e al ripristino della biodiversità, aumentando al tempo stesso la resilienza agli stress biotici e abiotici.
La crescita della domanda globale di beni rende la gestione integrata delle risorse una condizione imprescindibile per assicurare un’equa distribuzione e, allo stesso tempo, preservare i servizi ecosistemici da cui dipende il benessere umano a livello locale e globale.
In questo contesto si segnala l’approccio WEFE-NEXUS (Water-Energy-Food-Environment), che considera le interazioni tra i settori idrico, energetico, alimentare e ambientale, con l’obiettivo di identificare strategie di gestione territoriale capaci di generare benefici condivisi, evitando impatti negativi sugli altri comparti. La ricerca combina modelli e sistemi di monitoraggio (inclusi sensori in tempo reale) per produrre previsioni stagionali e proiezioni a lungo termine (2050–2100) sulla disponibilità idrica e sulla capacità di soddisfare i fabbisogni di attività antropiche ed ecosistemi. La stessa modellistica viene utilizzata per valutare come differenti pratiche di gestione del territorio – dall’espansione degli ecosistemi naturali all’agricoltura e ai sistemi silvo-pastorali – influenzino la distribuzione e l’uso della risorsa idrica.
Progetti di ricerca attivi

