I PROGETTI DI RICERCA DELL’ISTITUTO DI SCIENZE DELLE PRODUZIONI ALIMENTARI
Le attività di ricerca dell’ISPA si concentrano sui seguenti progetti:
Improvement of edible oils oxidative stability with antioxidants obtained from agricultural waste and beverage industry by-products.
Il progetto mira a sviluppare alternative naturali e sostenibili agli antiossidanti sintetici (come BHA e BHT) per migliorare la stabilità ossidativa degli oli alimentari. Segue un approccio di economia circolare utilizzando estratti ricchi di fenoli derivanti da scarti alimentari — come foglie di fragola, foglie di olivo e sottoprodotti della produzione di liquore di mirto — per stabilizzare e mantenere la qualità dell’olio durante la conservazione e la frittura. Il riutilizzo degli scarti dell’industria agroalimentare non solo apre nuove opportunità economiche, ma consente anche di ridurre i costi di gestione e l’impatto ambientale dei rifiuti.
Il progetto pone l’accento su metodi di estrazione green che utilizzano solventi biodegradabili. Nel complesso, ImprovOIL promuove la sostenibilità, l’innovazione e la crescita economica attraverso il riutilizzo degli scarti dell’industria agroalimentare secondo un modello di economia circolare.
Obiettivi
Il progetto ha come obiettivo l’elaborazione di modelli sicuri e sostenibili per la protezione degli oli alimentari dalla degradazione ossidativa.
I traguardi principali includono:
• Sviluppo di alternative naturali agli antiossidanti sintetici: Studiare, sviluppare e convalidare alternative sicure agli antiossidanti sintetici per proteggere gli oli durante la conservazione e la frittura, basandosi sull’uso di antiossidanti naturali recuperati dagli scarti dell’industrial agroalimentare e dai sottoprodotti dell’industria delle bevande.
• Valorizzazione degli scarti: Stabilire modelli per la valorizzazione dei residui agricoli e dei sottoprodotti alimentari attraverso lo sviluppo di protocolli ecocompatibili per l’estrazione di composti bioattivi.
• Mantenimento della qualità: Garantire che tali composti siano idonei a preservare la qualità degli oli alimentari nel tempo e ad alte temperature.
L’ambizione di questo progetto è fornire un esempio concreto di sfruttamento degli antiossidanti naturali derivati scarti dell’industria alimentare per rafforzare la sicurezza degli alimenti.
Referente: Angela Fadda
AVICS
Project AVICS (Advanced Vertical Indoor Cultivation Systems) – The Advanced Home Cultivator – Towards a sustainable indoor food self-production
The Advanced Home Cultivator – Towards a sustainable indoor food self-production
Il progetto risponde alla necessità di un’agricoltura più sostenibile e resiliente a fronte della crescita della popolazione mondiale e della scarsità di risorse, rendendo la produzione alimentare urbana indipendente dalle condizioni climatiche esterne, migliorando la tecnologia delle “serre domestiche” (Vertical Farming) per massimizzare la resa e l’efficienza energetica.
Obiettivi Chiave
• Innovazione Domestica: Potenziare gli “Urban Cultivators” (elettrodomestici per la coltivazione indoor) trasformandoli in Advanced Home Cultivators (AHC).
• Efficienza Tecnologica: Implementare sistemi avanzati per il controllo automatico del microclima, della fertirrigazione e dell’illuminazione LED a spettro variabile, indipendente per ogni ripiano.
• Sostenibilità Economica: Ridurre il consumo energetico e ottimizzare l’uso delle risorse per garantire la fattibilità commerciale.
Applicazioni e Ricerca
• Sperimentazione: L’AHC sarà testato su ortaggi a foglia, erbe aromatiche e funghi. Fungerà inoltre da laboratorio mobile per la ricerca scientifica.
• Versatilità: Le tecnologie sviluppate possono essere scalate per installazioni su larga scala o utilizzate in ambienti estremi (condizioni desertiche, artiche o di microgravità).
• Collaborazione: Il progetto è uno sforzo congiunto tra l’Università Politecnica delle Marche, l’Università di Genova, l’Università di Sassari e l’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari (CNR ISPA).
Referente: Amedeo Palma
Sistemi di monitoraggio rapido della qualità e dell’idoneità igienico-sanitaria di prodotti di IV Gamma, per l’individuazione e la gestione in tempo reale delle criticità lungo la filiera produttiva
Sono sempre in crescita sul mercato la richiesta e il consumo di prodotti alimentari di IV Gamma, cioè di prodotti ortofrutticoli minimamente trasformati e immediatamente pronti al consumo. In Sardegna, il settore IV Gamma è in espansione ma con un gap, rispetto al settentrione italiano, dovuto principalmente alla difficoltà di costituire un’effettiva filiera integrata dal campo al supermercato.
Il progetto ha quindi l’obiettivo di fornire alle imprese sarde che operano nel settore della IV Gamma due dispositivi per il monitoraggio rapido della qualità e dell’idoneità igienico-sanitaria di prodotti ortofrutticoli minimamente trasformati. I due sistemi – uno per la misurazione delle quantità di acido ascorbico e l’altro per il rilevamento rapido dei principali microorganismi contaminanti – saranno utilizzati per evidenziare i danni che l’interruzione della catena del freddo determina su prodotti commercializzati con scadenze brevi.
Referente: Antonio Barberis
Carciofo biologico: innovazione e sostenibilità di filiera
Il progetto, di durata pari a 30 mesi, ha come obiettivo principale quello di introdurre nella filiera produttiva del carciofo spinoso sardo un prodotto fresco o semilavorato ottenuto in regime biologico.
L’approccio prevede il confronto tra le coltivazioni di carciofo Spinoso sardo condotte in regime biologico e convenzionale attuate nelle aziende partecipanti al progetto. Nello specifico le produzioni di capolini saranno confrontate considerando produttività, aspetti qualitativi, nutrizionali, nutraceutici e di conservabilità del prodotto fresco. In particolare saranno individuate le tecnologie più idonee a prolungare la shelf-life e a garantire una migliore qualità del prodotto fresco da destinare non solo ai mercati locali ma anche all’esportazione verso mercati nazionali e internazionali.
Referente: Amedeo Palma
New Business opportunities & Environmental suSTainability using MED GRAPE nanotechnological products
“BESTMEDGRAPE – Nuove opportunità commerciali e sostenibilità ambientale attraverso l’uso di prodotti nanotecnologici derivati dalla vite mediterranea”, finanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera ENI CBC MED.
Il progetto mira a rafforzare la tradizione mediterranea della viticoltura, estendendo il ciclo di vita della filiera attraverso il riutilizzo delle vinacce per la produzione di nanoformulazioni cosmeceutiche e nutraceutiche di alta qualità. L’obiettivo primario del progetto è trasferire i risultati della ricerca scientifica, incoraggiando la creazione di nuove startup e PMI.
Nell’ambito del progetto BestMedGrape, l’unità del CNR di Sassari punta a utilizzare i sottoprodotti della vinificazione per estrarre, attraverso metodi ecosostenibili, fitocomplessi ricchi di composti bioattivi e a eseguirne la caratterizzazione chimica, nutrizionale e funzionale. Questi estratti saranno poi impiegati per sviluppare “nanoformulazioni” innovative e commercialmente valide, progettate per la cura del corpo e il benessere generale.
Referente: Guy D’Hallewin

